Milano – A inizio estate, Glovo comunicava ai propri rider un incremento del compenso minimo per proposta di consegna e del compenso orario a partire dal 1° giugno. La paga sarebbe stata aumentata da 10 a 14 euro l’ora e, comunque, da 2,50 euro a 3 euro a consegna. Secondo la Procura di Milano, però, come riporta il Corriere della Sera, la proposta “solo in apparenza è generosa, ma in realtà è un cavallo di Troia”. Il tempo di lavoro riconosciuto, infatti, è determinato sulla base del cosiddetto ‘tempo effettivo calmierato’, cioè il tempo reale impiegato per completare una consegna. Di conseguenza, il quotidiano spiega che l’algoritmo pagherebbe sì l’aumento, ma decurtando in media 3 ore ogni 10 ore di tempo effettivamente prestato dal rider.

 

Per questo motivo, il pm Paolo Storari avrebbe espresso parere contrario di fronte all’istanza di Glovo di porre fine al controllo giudiziario a cui era stata sottoposta la società a febbraio. C’è di più. Come fa sapere il Corsera, il pm Storari avrebbe chiesto al gip di “far immediatamente cessare la situazione di illegalità, imponendo” a Glovo sia “retribuzioni che tengano conto del tempo effettivo” sia “contratti che rispettino la tipologia contrattuale effettiva” e stoppino un’evasione contributiva ai danni dello Stato stimata in 38 milioni in 3 anni. In sostanza, il pm contesta a Glovo la mancata chiarezza sui sistemi algoritmici usati per determinare i compensi dei rider. Inoltre, secondo il pm, “l’astratta possibilità di rifiutare una consegna (per un imposto corrispettivo ritenuto non idoneo) non equivale in alcun modo alla possibilità effettiva di negoziare il prezzo della prestazione”.

 

Come riporta il Corriere, Glovo ha replicato di aver concordato con la Procura l’adottato aumento dei salari per circa 12 milioni in più l’anno e ha mostrato sorpresa per quello che ritiene un cambio di traiettoria del pm. La società ha inoltre sottolineato che i rider operano come lavoratori autonomi, di cui rivendica un salario comunque superiore ad esempio al contratto della logistica, in attesa che con i sindacati si concluda uno specifico contratto collettivo.

 

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