Il segmento è in crescita. Eppure Ritz-Carlton Yacht Collection, brand dell’omonimo operatore alberghiero, dal suo lancio nel 2017, ha registrato perdite per 700 milioni di dollari. L’ospitalità in mare aperto, infatti, presenta alcune criticità. E i competitor sono molti.

 

di Elisa Tonussi

 

Negli ultimi anni, diversi operatori alberghieri hanno investito nel settore delle crociere di lusso. Ritz-Carlton, Aman, Four Seasons e Accor hanno scelto di portare in mare aperto il proprio concetto di ospitalità. Eppure quel che funziona sulla terra ferma non è detto che abbia successo pure al largo. Un recente articolo del Financial Times, infatti, ha messo in luce alcune criticità nella redditività di Ritz-Carlton Yacht Collection (Rcyc) e le peculiarità di un segmento, quello delle crociere di lusso, che sta per diventare sempre più affollato.

 

Come riporta il quotidiano inglese, dal suo lancio nel 2017, l’operatore crocieristico a marchio Ritz-Carlton ha accumulato quasi 700 milioni di dollari di perdite nette e ha richiesto oltre 1 miliardo di dollari di nuovi capitali da parte degli azionisti, tra cui Oaktree Capital Management, il fondo sovrano di Singapore Gic e Mohari Hospitality. Tra le altre cose, la scorsa settimana, i creditori, tra cui figurano CaixaBank e Crédit Agricole, hanno accettato di alleggerire alcune condizioni e posticipare le scadenze di rimborso di una parte dei suoi 1,5 miliardi di dollari di debito netto.

 

Il contesto in cui opera Rcyc, però, è tutt’altro che in crisi. Il segmento delle crociere, anzi, gode di ottima salute. Secondo stime di Cruise Market Watch, nel 2025, i ricavi totali del comparto sono saliti a 72 miliardi di dollari (+7,7%) con quasi 34 milioni di crocieristi imbarcati (+4,9%). Il dato potrebbe salire a 42 milioni di ospiti nel 2028, stando alle previsioni di Clia – Cruise Lines International Association. Le crociere di lusso, in particolare, stanno crescendo rapidamente: il numero di passeggeri è passato da 767mila nel 2022 a una stima di 1,21 milioni nel 2025, secondo la Clia.

 

I risultati finanziari di alcuni operatori crocieristici storici non fanno che confermare il positivo scenario di mercato. Explora Journeys, ad esempio, il brand luxury di Msc lanciato nel 2023, ha registrato nel 2025 ricavi per 178,3 milioni di dollari. Mentre Regent Seven Seas Cruises, operatore crocieristico d’élite del gruppo Norwegian Cruise Line Holdings, secondo le indiscrezioni del magazine ShipMag (Norwegian Cruise Line Holdings non divulga i conti economici separati per ciascuno dei suoi brand, ndr), è arrivato a fatturare 1,68 miliardi di dollari con appena 115.400 passeggeri, segnando dunque una spesa media per ospite che sfiora i 14.600 dollari.

 

Che cosa non funziona, dunque, nel modello di Ritz-Carlton Yacht Collection? Secondo il Financial Times, in mare aperto il principio alla base del lusso – cioè che la redditività di un servizio è data dalla sua qualità ed esclusività – non si applica come sulla terra ferma. E le crociere di lusso, per essere redditizie, richiedono una certa scala operativa, che Rcyc non ha ancora raggiunto. Infatti, mentre le grandi navi del mercato di massa hanno la possibilità di distribuire i costi – carburante, equipaggio, tasse portuali e ristorazione – su migliaia di passeggeri, il segmento del lusso può fare affidamento su numeri decisamente inferiori. Gli operatori crocieristici tradizionali, inoltre, registrano regolarmente il tutto esaurito. Mentre Ritz-Carlton Yacht Collection, che può accogliere al massimo qualche centinaio di passeggeri, ha raggiunto un tasso di occupazione di appena il 51%, con l’aggravante di non poter ridurre i prezzi per riempire le cabine, dovendo mantenere uno standard di esclusività e prestigio.

 

C’è di più. Anche una volta raggiunta la maturità operativa, gli operatori di lusso hanno meno strumenti per incrementare i profitti. Le crociere di fascia più bassa generano infatti una parte significativa dei ricavi dalla spesa a bordo, mentre quelle di lusso adottano spesso una formula all-inclusive. Tra le voci di spesa più significative di Ritz-Carlton, inoltre, figura il marketing, che pesa su un terzo dei ricavi.

 

A Ritz-Carlton non resta che sperare di compensare le perdite con l’aumento della domanda. Il problema, però, è che, seppur in crescita, quella delle crociere di lusso resta una nicchia, che è sempre più affollata. Anche Four Seasons e Accor, infatti, hanno varato quest’anno i loro primi superyacht da crociera. E se gli operatori crocieristici tradizionali possono fare affidamento su un modello di business consolidato, i nuovi arrivati devono riuscire a coniugare riconoscibilità, esclusività e redditività.

 

 

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