Milano – Incassi da record per il Comune di Milano dalla tassa di soggiorno: quasi 80 milioni di euro in sei mesi. A riportare il dato è il Corriere Milano, che rivela come nei primi sei mesi del 2026, i pernottamenti in città siano stati pari a 10 milioni, che hanno interessato per lo più strutture di categoria medio alta e nelle case per affitti brevi.

 

La ragione di simili risultati risiede certamente in aumento dei turisti in città, sia per affari sia per svago, ma soprattutto nell’aumento delle tariffe: per gli hotel a 4 stelle sono salite dai 5 euro a notte del 2024, ai 7 del 2025, ai 10 del 2026. Per le case usate per affitti brevi, la tassa di soggiorno ha seguito la progressione da 4,5, a 6,3, fino agli attuali 9,5 euro a notte.

 

In un intervento sul Corriere di ieri, l’assessore al Bilancio del Comune, Emmanuel Conte, ha proposto che la tassa di soggiorno diventi uno strumento fiscale più equo, ma soprattutto stabile e gestibile in autonomia dai Comuni, proprio per finanziare i costi che il turismo impone alle città (pulizia, sicurezza, manutenzione, gestione grandi eventi). Oggi invece le città dipendono dalle decisioni del governo e dalle deroghe approvate di anno in anno per stabilire le tariffe della tassa di soggiorno.

 

 

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