Roma – L’enoturismo muove circa 15 milioni di turisti l’anno. E le aziende in media ottengono dalle visite in cantina il 7% del proprio fatturato. E’ quanto emerge da Enoturismo 4.0 – Osservatorio Enoturismo: Evoluzione del digitale, manuale scritto a quattro mani dalla produttrice di Brunello di Montalcino, Donatella Cinelli Colombini, e dal senatore Dario Stefano. E’ stato realizzato con il contributo dell’Associazione Donne del Vino, Movimento Turismo del Vino, Città del Vino e Nomisma Wine Monitor.

 

Per la stesura del manuale, Nomisma Wine Monitor ha condotto indagini su un campione di 145 comuni  265 imprese, scattando una fotografia del settore vinicolo. Emerge che, in Italia, il 39% delle cantine sono piccole realtà con accoglienza famigliare. Mentre solo l’11% è organizzato per l’incoming e un altro 11% propone un’offerta innovativa.

 

Oltre ai dati sul settore, Enoturismo 4.0 intende offrire spunti per gli uffici turistici delle Città del Vino e per le cantine aperte al pubblico. “Dobbiamo aiutare il settore a costruire offerte turistiche sempre più diversificate, perché ormai non parliamo più di turismo, ma di turismi”, ha infatti commentato Daniela Santanché, titolare del ministero del Turismo, in occasione della presentazione del manuale. “E l’enoturismo ha l’importante vantaggio di favorire una destagionalizzazione dell’offerta, visto che molte cantine sono collocate in luoghi meno conosciuti intorno ai quali si possono costruire percorsi turistici differenti”. In tal senso, Enoturismo 4.0 contiene sezioni dedicate al significato e al funzionamento del wine club e ai vantaggi di un uso coordinato dei social network e della tecnologia per ampliare i follower, così come per l’e-commerce proprietario.

 

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