New York (Stati Uniti) – L’enoturismo è ormai una componente consolidata delle esperienze di viaggio dei turisti statunitensi. Il 60%, infatti, ha partecipato almeno una volta, negli ultimi tre anni, a un’attività legata al vino. Si tratta quindi di un mercato abituato al prodotto enoturistico, ma con ampi margini di sviluppo internazionale. È quanto è emerso dal Rapporto ‘Il mercato Usa e l’enoturismo’, realizzato dall’Associazione Italiana Turismo Enogastronomico (Aite) per Vinitaly Tourism e l’evento Vinitaly.USA, che si è svolto a New York il 26 e 27 ottobre.
Dal rapporto emerge che quanti hanno già partecipato ad almeno un’esperienza enoturistica, nel 42% dei casi il vino ha rappresentato la motivazione principale del viaggio e nel 38% una delle motivazioni principali. Per il turista statunitense il vino è dunque una porta di accesso al territorio, alla cultura, al paesaggio e alle identità locali.
L’immagine dell’Italia risulta particolarmente positiva. Il 79% degli intervistati riconosce nel nostro Paese una destinazione capace di offrire esperienze enogastronomiche autentiche. Il 67% apprezza inoltre la possibilità di incontrare le persone del luogo e conoscere la storia delle cantine e dei loro vini. Il 71% associa infine l’Italia a esperienze enologiche di fascia alta o di lusso. In prospettiva, quasi un intervistato su due guarda all’Italia: il 47% considera desiderabile un viaggio nel nostro Paese che includa almeno un’esperienza enoturistica nei prossimi 24 mesi.
Secondo dati della Banca d’Italia, nel 2025, i viaggiatori statunitensi hanno speso in Italia 6,61 miliardi di euro, generando l’11,6% della spesa turistica internazionale nel nostro Paese. Gli Stati Uniti si confermano così il secondo mercato per spesa, dopo la Germania.
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