Dallas (Usa) – Gli investitori punteranno ancora sul settore alberghiero europeo. È quanto emerge dal sondaggio realizzato da Cbre, società di servizi e investimenti nel settore immobiliare, tra febbraio e marzo coinvolgendo oltre 70 operatori del comparto in Europa. La ricerca offre una visione prospettica del sentiment degli investitori, delle strategie preferite e delle priorità geografiche in tutto il settore.
Secondo il sondaggio di Cbre, il sentiment degli investitori nei confronti degli hotel europei rimane solido, con oltre il 90% degli investitori che prevede di mantenere o aumentare gli investimenti nel 2026, nonostante un contesto macroeconomico e geopolitico più incerto. Ciò riflette la fiducia costante nelle prospettive di rendimento del settore e nei fattori strutturali che ne determinano la domanda, rafforzando il ruolo degli hotel come investimento a lungo termine.
Le strategie a valore aggiunto (che puntano, cioè, sull’acquisto di asset a un prezzo inferiore rispetto al loro valore reale) continuano a prevalere, sebbene sia in aumento l’interesse per strategie opportunistiche (che mirano, cioè, a sfruttare situazioni eccezionali e squilibri nel mercato), a testimonianza di una propensione al rischio più equilibrata. Gli investitori, inoltre, continuano a dare priorità al controllo operativo, mentre cresce l’interesse per i contratti di gestione alberghiera, con una preferenza verso brand riconosciuti a livello globale.
L’attenzione degli investitori rimane concentrata su un mix di città gateway consolidate e destinazioni turistiche ad alto rendimento in tutta l’Europa meridionale e nei mercati principali.
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