Roma – Nel 2027 verranno effettuati i primi test sull’euro digitale, cioè un mezzo di pagamento elettronico utilizzabile gratuitamente da tutti. Si tratta di un’alternativa alle carte di credito, il cui debutto ufficiale è previsto per il 2029.

 

Secondo l’Osservatorio Pagamenti Digitali del Politecnico di Milano, nel 2025 il valore delle transazioni digitali ha toccato i 518 miliardi di euro, arrivando a coprire il 45% dei consumi complessivi e superando il contante, con oltre 10 miliardi di operazioni effettuate sui terminali di cassa, secondo rilevazioni di Banca d’Italia. Tuttavia, come rilevato nel report European Payments Landscape della Bce, il mercato dei pagamenti in Europa risulta concentrato nelle mani di appena 12 grandi operatori, che controllano il 78% delle transazioni, con il 43% riconducibile a soggetti extra-Ue.

 

Confcommercio, Confesercenti, Fipe e Netcomm hanno espresso in una nota il proprio punto di vista in merito all’euro digitale sottolineando che i costi di accettazione della moneta pubblica dovrebbero basarsi su un benchmark europeo trasparente e orientato alle soluzioni più efficienti. In particolare, per i micropagamenti la proposta condivisa punta all’azzeramento delle commissioni in ogni canale di vendita — dal negozio di quartiere all’e-commerce — per evitare che le quote fisse erodano i margini delle attività.

 

Le associazioni auspicano inoltre che i rischi tecnologici rimangano a carico delle strutture centrali di sistema e che il nuovo strumento si integri in modo naturale sui quattro milioni di Pos già operativi nel Paese, oltre che sui registratori telematici e sui retail online, senza determinare nuovi oneri di adeguamento per le imprese.

 

 

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