L’iconico chef inglese propone un’alternativa alla più autorevole raccolta gastronomica al mondo. Sarà scritta esclusivamente da cuochi. E menzionerà ogni genere di ristorante.

 

di Elisa Tonussi

 

Una guida rivale alla Michelin, simile nello scopo, ma del tutto diversa nelle modalità. Sarebbe questo il progetto di Marco Pierre White, iconico chef inglese, ideato insieme al regista italo-svedese Michael Boccalini. Ne hanno parlato in un’intervista con il magazine il Gusto, in occasione del lancio del documentario ‘Feast or Famine’, letteralmente ‘Abbondanza o carestia’, di cui Boccalini è produttore e White uno dei protagonisti. Il documentario segue per alcuni mesi l’attività del ristorante londinese ‘Angelina’ nel tentativo di conquistare l’ambita Stella Michelin. (Spoiler: non è riuscito a ottenerla). Parallelamente, si snoda il racconto della breve, ma stellare carriera di Marco Pierre White. Al centro del documentario, come spiega il produttore, il sistema Michelin, che, essendo il solo esistente, incasella gli chef verso un unico modello gastronomico e ristorativo.

 

“Sarà una guida scritta esclusivamente da veri chef che giudicano altri chef, eliminando la figura del critico/ispettore che non ha mai cucinato in vita sua e che, a nostro avviso, ne sa meno di uno degli ultimi cuochi sulla faccia della Terra”, stando a quanto spiegano White e Boccalini a il Gusto. “Sarà basata su poche e semplici regole, chiare e note a tutti. Prima di tutto, non ci sarà nessuna barriera di prezzo, dato che includerà tutti coloro meritevoli di essere inseriti a prescindere dal costo finale di un pasto. Saranno menzionati coloro che propongono menù a prezzi stratosferici, magari solo perché hanno ottenuto delle Stelle Michelin, così come food truck che preparano cibo da asporto a pochi euro”. Due i criteri di valutazione, come spiegano i promotori della nuova guida al magazine: “La qualità del cibo e l’onestà di una bella esperienza: basteranno questi due aspetti per essere inseriti nella guida. Nulla di fantasioso o misterioso”.

 

La vera provocazione di questa trovata, comunque, sta, ancora più che nell’idea in sé, nello sponsor. Sembra infatti che sarà Goodyear, storico produttore di pneumatici americano, competitor di Michelin, a sostenere la nuova guida firmata White-Boccalini. Sembra perfino esserci già una data di pubblicazione: metà 2027.

 

Ma chi è Marco Pierre White? Nato in una famiglia operaia di Leeds, lascia la scuola superiore e inizia a lavorare come cuoco nel ristorante dell’hotel St. George nello Yorkshire. Trasferitosi a Londra sedicenne, entra nelle cucine più rinomate degli anni ’80 e ’90, senza nemmeno aver mai fatto gavetta in Francia: Le Gavroche, La Tante Claire e Chez Nico. Poi apre Harveys. E arrivano le stelle Michelin, la prima a soli 28 anni. Nel 1994 diventa perfino il più giovane chef al mondo, nonché il primo britannico, a ottenerne tre. Poi, all’apice della sua carriera, appena 33enne, decide di ritirarsi e, simbolicamente, di restituire le stelle Michelin ottenute. Da allora, si è dato all’imprenditoria nella ristorazione e partecipa a diversi show televisivi gastronomici.

 

White, ‘rinunciando’ alle Stelle, è stato il primo a criticare apertamente il sistema Michelin, rivelandone le contraddizioni, come sottolinea nuovamente nell’intervista con il Gusto: “Perché mi devo far giudicare da qualcuno che viene nel mio ristorante senza che si presenti nel suo ruolo, assaggiando i miei piatti senza che, io, sappia che competenze abbia acquisito per poterli giudicare. E poi, a sua discrezione, assegna dei titoli che possono fare la fortuna o, quando tolti, la disgrazia di un professionista, di una brigata o di un intero business?”.

 

Una guida anti-Michelin, dunque, pensata da uno degli chef storicamente più critici del suo sistema. Il fatto che White ne abbia parlato durante la presentazione del documentario che lo vede tra i protagonisti, lascia il dubbio che possa trattarsi di una trovata pubblicitaria. Comunque il progetto di White e Boccalini è stuzzicante per diverse ragioni. La prima riguarda il metodo suggerito: giudizi tra pari a qualunque tipologia di ristorante sono una valida alternativa al sistema Michelin, che, come dicevamo, è spesso criticato per la scarsa trasparenza nelle scelte degli ispettori e per premiare esclusivamente un certo modello gastronomico. La seconda è il fatto stesso di esistere. A livello globale, infatti, non c’è una guida tanto autorevole da fare concorrenza alla Michelin. E, più in generale, le più note raccolte gastronomiche sono tradizionalmente scritte da critici/ispettori. Non sarebbe male se arrivasse qualcuno a sparigliare le carte….