Milano – “La nostra proposta è di non alzare le tariffe, perché la variazione dei prezzi ‘di listino’ dipende dal mercato. Invece è più equo un supplemento ‘fuori’ dalla tariffa, una sorta di extra da addebitare, come già succede per la tassa di soggiorno”. A parlare è Damiano De Crescenzo, direttore generale Planetaria Hotels e presidente Sezione Hospitality Gruppo Turismo Assolombarda. In un articolo apparso su Pambianco propone una soluzione per affrontare il problema del caro energia nel settore alberghiero. Si tratterebbe di una ‘energy surcharge’, una maggiorazione temporanea, fino a quando dura l’emergenza, che non dovrebbe comportare criticità a livello fiscale. “In questo modo, si farebbbe ai clienti un’offerta trasparente e confrontabile”, spiega De Crescenzo. Le strutture ricettive sono infatti estremamente energivore.

 

La proposta ha già ottenuto pareri positivi dagli altri operatori del settore. Gianluca Capone, owner e Ceo di Italian Hotel Company e socio di Federalberghi Roma, ha inoltre aggiunto una riflessione rispetto alla reazione della clientela: “La proposta è interessante, aggiungo però che sarebbe più opportuno sostituire la tassa di soggiorno con la nuova ‘energy surcharge’, altrimenti il carico sulla clientela diventerebbe eccessivo e gli alberghi finirebbero con il perdere competitività”.

 

Le sole incertezze riscontrate da De Crescenzo, come spiega a Pambianco, arriverebbero dalle catene internazionali che non vorrebbero operare in Italia con tariffe differenti rispetto a quelle di altri Paesi in cui sono presenti.