32mila euro per sei mesi di energia elettrica hanno fatto scattare la scintilla. Il ristoratore Andrea Graziano ha deciso che stasera nei suoi locali si cenerà al buio come atto di protesta e sensibilizzazione verso il problema del caro bolletta. Un’iniziativa, la #blackoutdinner, che è presto diventata di portata nazionale.

 

di Elisa Tonussi

 

Da qualche giorno girano sui social foto di ristoratori: stringono un foglio con l’hashtag #blackoutdinner. Sono centinaia. È una protesta e un atto di sensibilizzazione dell’opinione pubblica sull’ennesimo dramma che sta colpendo il mondo della ristorazione, e non solo: il caro bolletta. Gli esercenti, infatti, riscontrano rincari su luce e gas che arrivano a toccare il 300%. Un aumento non sostenibile per la categoria. E allora, questa sera, si cenerà al buio: per un’ora, le attività che avranno aderito all’iniziativa spegneranno le luci nel proprio ristorante e illumineranno la sala con delle candele.

 

“Doveva essere una piccola protesta ed è diventata una manifestazione nazionale”, spiega Andrea Graziano, ristoratore – ha tre locali a Catania, Palermo e Milano – e ideatore della manifestazione. “Hanno aderito in centinaia, anche fra privati cittadini, che spegneranno le luci nelle proprie case. Ma tutto è nato da fatto molto semplice: ho ricevuto bollette folli – 32mila euro per sei mesi di energia elettrica – e volevo portare l’attenzione sul dato”. La bolletta di Andrea Graziano è emblematica: da luglio a dicembre 2021 ha speso 32mila euro per il solo ristorante di Catania, che occupa una superficie di circa 150 metri quadrati, contro i 13mila dell’anno precedente. A parità di consumi, Graziano ha ricevuto una bolletta più cara del 150%. Ecco allora che per un’ora, questa sera, “spegnerà la luce per non spegnere il lavoro”, come recita lo slogan dell’iniziativa, che porta il nome, appunto, di #blackoutdinner.

 

“Speriamo che il governo faccia qualcosa perché, dopo mesi di pandemia, questa stangata ci metterà veramente in ginocchio”, spiega il ristoratore. “Gli aumenti colpiscono specialmente le realtà più piccole, che sono parte del patrimonio enogastronomico nazionale, un volano per il turismo. Per loro, mille o 2mila euro in più da pagare per le utenze significano il ko definitivo”. La politica, però, ha fatto “veramente poco di concreto”, a detta di Graziano. Per questo motivo, gli Ambasciatori del gusto, l’associazione che riunisce cuochi, ristoratori, sommelier, pasticceri e pizzaioli da tutta Italia, di cui fa parte anche Graziano, stanno stilando una serie di proposte e richieste da sottoporre al Governo.

 

Ma è davvero il momento giusto per cercare di attirare l’attenzione della politica? “La politica è sempre distratta. C’è sempre qualcosa di più importante da trattare. Se aspettiamo il momento giusto, non arriva mai. E per tante cose il momento giusto è quando lo fai. In questo caso, il momento è veramente quello giusto: il problema è sentito, tanto che hanno aderito centinaia e centinaia di attività. Alcuni hanno anche pubblicato le proprie bollette sui social network”.

 

In foto: il post Instagram di Simone Padoan

 

Tra questi, Simone Padoan, uno dei migliori pizzaioli in Italia e ambasciatore del gusto, che ha pubblicato sul proprio canale Instagram la bolletta relativa al mese di ottobre per la sua pizzeria Ai Tigli di San Bonifacio (Vr): 4.663,95 euro. “Godetevi la ristorazione perché a breve esisterà solo nei ricordi… i costi rendono proibitivi i prezzi”, il suo commento al post. Come Padoan, numerosi altri imprenditori. E allora, oltre a spegnere le luci, pubblicate le vostre bollette, signori ristoratori. Per mostrare alla politica il valore reale dell’emergenza.