Roma – Il settore turistico italiano è in crescita. Nel 2025 ha raggiunto circa 237 miliardi di euro di Pil, contribuendo per oltre il 13% all’occupazione nazionale, con 479 milioni di presenze (+2,3%). A trainare la crescita sono stati soprattutto i flussi internazionali che hanno generato più di 60 miliardi di euro di spesa. Le prospettive per il 2026 restano positive, sostenute anche da nuovi investimenti. È quanto è emerso nel corso del convegno organizzato da Federturismo Confindustria ‘Investire nel turismo italiano. Capitali, strategie e prospettive di crescita’.

 

“Una crescita che, tuttavia, da sola non basta”, ha avvertito la presidente di Federturismo Confindustria, Marina Lalli. “Il settore resta esposto alle dinamiche globali e alle crisi geopolitiche, mentre la competizione internazionale si intensifica. Da qui l’esigenza di un approccio integrato che punti su infrastrutture digitali e sostenibili, innovazione dell’offerta e strumenti fiscali adeguati”.

 

Come sottolinea Federturismo, la competitività del settore si gioca sempre più su una visione sistemica, in cui digitalizzazione, sostenibilità, riqualificazione delle strutture e diversificazione dell’offerta risultano strettamente interconnesse. La sfida non è soltanto sostenere la crescita del settore, ma trasformarne il modello di sviluppo, rendendolo più equilibrato, resiliente e capace di generare valore diffuso per territori e comunità.

 

Tra le principali misure per il 2026 si segnala, dunque, il Fondo Turismo che, con una dotazione di 109 milioni di euro, prevede contributi a fondo perduto fino al 30% (massimo 4,5 milioni di euro) e finanziamenti agevolati per interventi di riqualificazione, sostenibilità ed efficientamento energetico destinati a investimenti compresi tra 1 e 15 milioni di euro.

 

 

 

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