Milano – La guerra in Medio Oriente causa le prime conseguenze sul comparto turistico. Ammontano infatti a circa 2 miliardi di dollari i danni alle compagnie aeree, tra mancati ricavi e costi aggiuntivi, e a circa 5 miliardi le conseguenze sul settore turistico di Emirati Arabi Uniti, Qatar, Oman e Arabia Saudita, secondo le prime stime di Corriere L’Economia.
I lanci di razzi e di droni armati stanno causando cancellazioni dell’80% delle prenotazioni delle stanze degli hotel del Golfo per le prossime due settimane, secondo il quotidiano. Il settore alberghiero è essenziale per questi paesi con 155 mila camere a Dubai, poco meno di 42 mila a Doha e oltre 34 mila ad Abu Dhabi.
Per quanto riguarda il traffico aereo, l’intera zona resta vietata o sconsigliata almeno fino al 6 marzo, secondo l’Agenzia europea per la sicurezza aerea. Dagli scali mediorientali ha transitato circa un terzo delle persone che ha volta tra Europa e Asia nel 2025. Di conseguenza, se anche la circolazione dovesse riprendere regolarmente, ci vorrà del tempo per smaltire l’arretrato. Nel frattempo ne stanno approfittando compagnie come Turkish Airlines, Saudia e altre asiatiche.
Ci sarebbero danni anche al settore della crocieristica. Il mercato del Medio Oriente, infatti, ha accolto oltre 2 milioni di persone nel 2025, con più di 300 mila scali portuali in destinazioni come Dubai, Abu Dhabi, Doha, Aqaba e Salalah.
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