Milano – “Eravamo sempre pieni rasi, soprattutto di stranieri: nei ristoranti milanesi non si trovava posto. Abbiamo fatto un’ottima figura”. Questo il bilancio dello chef Cesare Battisti, patron del ristorante milanese Ratanà, dopo il primo mese di estensione dell’orario di apertura. Lo scorso gennaio, infatti, il ristoratore aveva annunciato che il locale, che propone una cucina milanese di stampo contemporaneo, sarebbe rimasto aperto ininterrottamente da mezzogiorno a mezzanotte. Le motivazioni della scelta risiedevano nella necessità di adattare il proprio modello di ristorazione ai bisogni della clientela internazionale, meno legata allo schema tradizionale italiano dei pasti.

 

Tracciando con il Corriere della Sera un primo bilancio, però, Battisti rivela che “con stupore vengono tantissimi milanesi“: “Chi esce dalla palestra o finisce una riunione di lavoro oppure è in giro”, spiega. “È vero che noi siamo fortunati perché ci troviamo in un business district e abbiamo una bellissima location all’interno di un parco, poi siamo conosciuti come portabandiera della cucina milanese”.

 

Con il nuovo modello ristorativo del Ratanà, Cesare Battisti ha assunto altre sei persone tra la cucina e la sala, per un totale di 46 dipendenti, che lavorano in un unico turno dalle 9 alle 18 o dalle 16 a chiusura.

 

 

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