Borgonato (Bs) – “Il cambiamento climatico ci sta mettendo a dura prova: per questo bisogna aprire di più alla sperimentazione. Al Vinitaly presenteremo una bollicina 100 per cento Erbamat”. A parlare è Arturo Ziliani, enologo e Ad di Berlucchi, figlio del celebre Franco Ziliani, che portò il metodo classico in Franciacorta. Lo fa in un’intervista al Corriere della Sera in cui si sofferma, tra le altre cose, sul presente e sul futuro dell’azienda e della Franciacorta.
“Da quest’anno non avremo più la certificazione biologica, ci interessa di più la fertilità del suolo“, spiega a proposito dei prossimi passi di Berlucchi. “Stiamo mettendo a punto un protocollo severo che dovranno seguire anche i nostri conferitori: agricoltura sostenibile e rigenerativa con la presenza di alberi e arbusti in vigneto”. Quanto alle novità in bottiglia, aggiunge: “Presenteremo al Vinitaly una bollicina 100% erbamat, vitigno autoctono inserito nel disciplinare nel 2017 che noi abbiamo sperimentato tra i primi, dedicandogli tre ettari e mezzo”. L’azienda inoltre lavorando a esperienze di enoturismo mirate per pubblici diversi.
Sul futuro della Franciacorta e della sua Docg, Ziliani ha le idee chiare: “Siamo una piccola denominazione con piccoli volumi, teniamo la barra dritta su qualità e tutela del territorio. Il cambiamento climatico ci sta mettendo a dura prova: per questo bisogna aprire di più alla sperimentazione. Toglierei il limite del 50% di pinot bianco nelle cuvée: magari in futuro sarà meglio dello chardonnay. Ammetterei una piccola quota di varietà libere, il 3-5 %. E anche il voltis, l’uva Piwi inserita in Champagne”.
