New York (Stati Uniti) – Un recente articolo del New York Times ha acceso nuovamente i riflettori su René Redzepi, chef fondatore del ristorante Noma di Copenaghen, e, soprattutto, sulla sua condotta. Ripetutamente, negli anni, infatti, diversi ex dipendenti hanno rivolto a Redzepi accuse di abusi e violenze fisiche e psicologiche. Sono state testimoniate sui social network, come ha recentemente fatto José Ignacio White, ex responsabile del laboratorio di fermentazioni del Noma, e da importanti inchieste giornalistiche.

 

La più recente, quella del NY Times, raccoglie ulteriori testimonianze. Una ex dipendente, ad esempio, racconta che una sera Redzepi l’aveva sorpresa mentre utilizzava il telefono, cosa severamente vietata durante il servizio. Stava abbassando il volume della musica nella sala da pranzo, su richiesta di un ospite. Nonostante ciò, lo chef le avrebbe dato un pugno nelle costole così forte che lei sarebbe caduta contro un bancone di metallo, ferendosi l’anca.

 

Secondo il New York Times, inoltre, anche dopo che Redzpei ha iniziato a moderare il proprio atteggiamento in seguito alle prime accuse, gli chef senior avrebbero mantenuto “la cultura dell’abuso in cucina” con la sua tacita approvazione. “René ha cresciuto una generazione di bulli, che ci hanno maltrattati”, ha detto al quotidiano americano Mehmet Çekirge, che ha lavorato come stagista al Noma nel 2018.

 

Molti ex dipendenti, comunque hanno dichiarato al NY Times “che valeva la pena lavorare al Noma perché Redzepi aveva portato nella ristorazione tecniche come il foraging e la fermentazione“. Un ex stagista, inoltre, testimonia che “dopo l’esperienza al Noma si sono aperte opportunità professionali, altrimenti non raggiungibili”.

 

Redzepi, interpellato dal The Times, si è detto dispiaciuto: “Sebbene non riconosca tutti i dettagli di queste storie, vedo riflesso il mio comportamento passato abbastanza da capire che le mie azioni sono state dannose per le persone che hanno lavorato con me. Per coloro che hanno sofferto a causa della mia leadership, del mio cattivo giudizio o della mia rabbia, sono profondamente dispiaciuto e ho lavorato per cambiare”.

 

Una portavoce del Noma, inoltre, ha dichiarato che, negli ultimi anni, l’azienda è stata riorganizzata e ora dispone di sistemi formali di gestione delle risorse umane, formazione manageriale e orari di lavoro migliorati.

 

 

Rimani aggiornato su tutte le novità del settore alberghiero e della ristorazione!