Sono terminati domenica i Giochi Invernali di Milano Cortina. E per il settore alberghiero i dati di occupazione sono positivi, secondo le prime stime. Anche se…

 

di Elisa Tonussi

 

I Giochi Olimpici Invernali di Milano Cortina si sono ufficialmente chiusi domenica scorsa 22 febbraio. E, in attesa che si aprano le Paralimpiadi, è tempo di tracciare un primo bilancio dell’impatto che l’evento ha avuto sul settore alberghiero (e non solo) nelle località sede di gara. Un bilancio positivo, sebbene per qualcuno inferiore alle aspettative, che non è altro che un punto di partenza per lo sviluppo turistico futuro.

 

A Milano, gli alberghi hanno raggiunto un tasso di occupazione vicino all’81%, secondo il Centro Studi di Confcommercio Milano, Lodi, Monza e Brianza, che ha realizzato un’analisi nelle strutture locate entro un raggio di 4,5 chilometri dal centro di Milano. Interessante, invece, il dato relativo agli affitti brevi, che hanno registrato un’occupazione inferiore a quella degli hotel. Sempre secondo il Centro Studi di Confcommercio Milano, Lodi, Monza e Brianza, infatti, nell’extralberghiero, il tasso medio di occupazione è del 65-70% a Milano, con un’offerta ampia: quasi 18mila appartamenti. Il tasso medio di occupazione extralberghiero sale al livello di quello alberghiero solo in centro-zona Brera, vicino al Centro media (zona Portello) e al Villaggio Olimpico (zona Scalo Romana).

 

Allargando lo sguardo a tutti i territori coinvolti dai Giochi – diffusi tra Milano, Cortina, la Valtellina e la Val di Fiemme –  le prime stime segnalano un tasso tra il 70% e l’85% di camere occupate per febbraio, secondo l’ultima indagine svolta da Isnart per Unioncamere ed Enit, nell’ambito dell’Osservatorio sull’Economia del Turismo delle Camere di commercio. Inoltre le prenotazioni anticipate per i mesi successivi risultano essere intorno al 60%, a dimostrazione della coda lunga che i grandi eventi portano sul territorio, creando valore per le mete ospitanti.

 

Gli insight di Bwh Hotels, che conta oltre 50 strutture nelle aree coinvolte dai Giochi, confermano i dati delle associazioni. La catena alberghiera ha fatto sapere che in molte delle aree maggiormente coinvolte, le prenotazioni hanno superato i livelli del 2025. A Milano, l’Adr (prezzo medio delle camere vendute) ha raggiunto +76% rispetto allo stesso periodo nel 2024 e il RevPar (ricavi per camera disponibile) ha sfiorato il +40. Il trend positivo, per Bwh Hotels, non ha riguardato solo Milano e il suo hinterland: anche le altre destinazioni delle regioni olimpiche hanno registrato un aumento delle prenotazioni rispetto allo stesso periodo dello scorso anno. In Lombardia, le altre località hanno raggiunto mediamente il 27% di camere in più prenotate e un Adr superiore del 55%, con picchi in Valtellina. Mentre il Veneto ha evidenziato una crescita altrettanto marcata, con una maggiore pressione nelle settimane conclusive dei Giochi. Secondo Bwh Hotels, l’impatto dei Giochi è stato diffuso e trasversale e ha coinvolto non solo le grandi città, ma anche le destinazioni regionali e le aree limitrofe ai siti olimpici, con benefici lungo tutta la filiera dell’ospitalità.

 

Ma non è tutto oro ciò che luccica. Anche se i dati sono positivi, alcune criticità sono emerse. Diversi operatori hanno evidenziato il fatto che l’occupazione reale è stata inferiore rispetto alle prenotazioni, non tutte le camere prenotate, cioè, sono state effettivamente occupate, con qualche ricaduta sull’indotto. Inoltre la gran parte dei clienti nel periodo olimpico è stata di addetti ai lavori, che dunque non hanno fruito degli impianti di risalita e dei servizi delle località sciistiche, su cui si basa il turismo invernale. Per qualcuno, infine, principalmente albergatori indipendenti, i risultati sono stati deludenti rispetto alle aspettative di sold-out e di tariffe molto elevate, che si sono invece sgonfiate nelle settimane immediatamente antecedenti l’evento.

 

È opinione comune, comunque, che il vero impatto delle Olimpiadi va oltre le performance immediate. Solo nel lungo periodo, infatti, le singole località saranno in grado di raccogliere l’eredità lasciata dai Giochi in termini di reputazione, servizi e attrattività, con ricadute, dunque, su tutto il comparto turistico e ricettivo. Un esempio? Le Olimpiadi invernali di Torino 2006, secondo La Stampa, hanno completamente trasformato la città da polo industriale a destinazione turistica, quasi raddoppiando gli arrivi nei vent’anni successivi.

 

 

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