Milano – A poche settimane dal controllo giudiziario disposto su Foodinho-Glovo, la Procura di Milano estende il provvedimento anche a Deliveroo Italy, nell’ambito di una nuova inchiesta sul cosiddetto ‘caporalato digitale’ nel food delivery.
Il decreto, firmato in via d’urgenza, ipotizza i reati di intermediazione illecita e sfruttamento del lavoro e riguarda circa 3mila rider nell’area milanese e 20mila su scala nazionale, come fa sapere Repubblica. Al centro dell’indagine, coordinata dal procuratore Marcello Viola, il ruolo dell’algoritmo nella gestione delle consegne, nella geolocalizzazione dei rider e nella registrazione delle performance, inclusi gli ordini rifiutati.
Secondo l’impostazione accusatoria, si legge su La Stampa, ai lavoratori sarebbero stati corrisposti compensi in alcuni casi fino al 90% inferiori rispetto alle soglie di povertà e ai parametri della contrattazione collettiva. Le testimonianze raccolte parlano di 3-4 euro a consegna, turni fino a 11 ore al giorno e percorrenze di 150 km quotidiani, per ricavi mensili variabili tra 500-600 euro e circa 1.100 euro nei casi più intensivi.
Gli investigatori hanno acquisito documentazione su modelli organizzativi e sistemi di controllo interni per verificare l’idoneità a prevenire condotte illecite. Deliveroo, che in Italia sviluppa un fatturato stimato in 240 milioni di euro, ha dichiarato di stare esaminando gli atti e di collaborare con le Autorità.
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