La chiusura del ristorante di Riccardo Camanini alimenta speculazioni e teorie “ai confini del paranormale”. La realtà comunque potrebbe essere sempre la solita: le difficoltà economiche onnipresenti per l’alta cucina.

 

di Tommaso Farina

 

Il mondo della ristorazione è sempre più quello dei figli e figliastri. Tra il 2020 e il 2025, le chiusure di ristoranti annue sono passate da 22.692 a 29.019, secondo i dati dell’Osservatorio Ristorazione: eppure, le parole e i discorsi si sprecano solo quando ad abbassare la serranda è qualcuno di chiacchierato. Accadde quando René Redzepi annunciò la fine dei servizi del suo celeberrimo Noma di Copenhagen (peraltro oggi alle prese con antipatiche accuse di mobbing e maltrattamento dei dipendenti), è capitato oggi con lo stellato Lido84 di Gardone Riviera (Brescia): lo chef Riccardo Camanini (in foto) ha rivelato che gli ultimi pasti saranno serviti il 22 marzo. Apriti cielo.

 

Il Lido84, malgrado Camanini non fosse mai stato un cuoco narcisista e desideroso di ribalta mediatica, è sempre stato sulla bocca di quel manipolo di addetti ai lavori per i quali esistono solo i locali di fascia alta o altissima, e che non mettono piede in un ristorante di livello medio neanche per caso. Per questi grossi critici top-class, il Lido84 è sempre stato la tavola della seconda stella Michelin eternamente negata: polemiche che fanno quantomeno sorridere, in un’epoca in cui la stessa sostenibilità di questo genere di imprese è messa in discussione da chi ci lavora in prima persona. I medesimi criticoni hanno gettato benzina sul fuoco sui social, adombrando ipotesi di ogni genere sulle ragioni della chiusura di un posto che apparentemente andava più che bene. E i commentatori diciamo ‘qualunque’ hanno sbrigliato la loro fantasia. Tra le spiegazioni più divertenti, al primo posto c’è stata quella di un anonimo Nostradamus della mutua: secondo questo esperto formato Facebook, Camanini & C. avrebbero gettato la spugna perché timorosi dell’arrivo imminente di Iginio Massari al vecchio Casinò, nella stessa dannunziana Gardone.

 

Le parole migliori per commentare questa gazzarra le ha trovate Marco Ambrosino, chef partenopeo, pure lui protagonista di una chiusura nei prossimi tempi: il suo Sustànza, alla Galleria Principe di Napoli, cesserà i servizi tra una decina di giorni. Intervistato dal giornale Gambero Rosso online, il talentuoso cuciniere non solo ha detto una parola quasi definitiva sull’affare che ha coinvolto il collega, cui è stato inevitabilmente accostato, ma ha finito per suggerirci l’argomento dell’editoriale di oggi: “Al netto del clamore della notizia dei Camanini, mi sto divertendo a leggere i commenti sui social. Siamo al limite del paranormale. Valutazioni tagliate con l’accetta di gente che non sa nulla di ristorazione. Sarebbe questo il vero articolo da fare”: Ecco, Ambrosino chiede, noi eseguiamo.

 

C’è da dire che Camanini e i suoi ci hanno messo del loro. Svelare una chiusura tanto dirompente senza dirne il vero motivo avrebbe portato inevitabilmente a speculazioni: non sarà mica stato intenzionale? In tal caso, tanto mistero è servito a qualcosa, o al contrario sta nuocendo? Il dubbio è venuto anche a Claudio Sacco, alias Viaggiatore Gourmet, organizzatore d’eventi e cene di alto livello nei migliori indirizzi italiani: “Quando viene annunciata una chiusura senza alcuna spiegazione, è naturale che nascano interrogativi. La mancanza di trasparenza, però, finisce per penalizzare soprattutto chi legge e segue con attenzione. Talvolta basterebbe prendersi la responsabilità di chiarire con sobrietà i motivi reali: eviterebbe interpretazioni, supposizioni e ricostruzioni inevitabilmente diverse. Peccato”. Comunque, le motivazioni più plausibili sono due. La prima, è la fine di un contratto di locazione. Lido84 è sulla breccia da 12 anni, e spesso tali accordi sono sessennali: al termine degli ultimi sei anni, Camanini e i suoi potrebbero essere stati messi di fronte a mutate condizioni di affitto, insostenibili da onorare. La seconda, purtroppo, è quella più infausta: malgrado il successo e le liste d’attesa, il ristorante potrebbe non essere stato in grado di sostenersi economicamente. Sempre lì si va, nell’uno o nell’altro caso: fare questo tipo di imprenditoria è diventato estremamente difficile, se non si conta su mecenati o investitori a monte. Come andrà a finire? Lo scopriremo solo vivendo.

 

 

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