Roma – Manca manodopera nel settore della ristorazione. Il dato ormai non è nuovo. E viene confermato, ancora una volta, da alcuni dati riportati da Repubblica A&F: tra le figure più ricercare per il trimestre febbraio-aprile 2026 spiccano il cameriere di sala con 75.670 posizioni aperte, seguono gli aiuto cuochi (30.200), i banconisti da bar (24.440) e i cuochi di ristorante (14.700). Sono previste in tutto 196.420 entrate nel comparto.

 

Come spiega Luciano Sbraga, direttore del Centro Studi di Fipe, da un lato si presentano pochi candidati, dall’altro sono inadeguati: non hanno le competenze tecnico-professionali, o le soft skill di relazione. Ci sarebbe inoltre un cambio culturale, che ha reso la ricerca di manodopera nella ristorazione più complicata: i giovani pesano diversamente rispetto al passato retribuzione, benessere, prospettive di crescita e opportunità di formazione e il settore fatica ad adeguarsi. Infine, c’è la questione salariale, come spiega Repubblica A&F. I margini per alzare le retribuzioni si scontrano con una realtà economica complessa: “Non è fattibile alzare i livelli di retribuzione senza toccare i prezzi”, spiega Sbraga.

 

 

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