Roma – Il turismo in Italia mostra segnali di tenuta nonostante le tensioni geopolitiche e l’aumento dei costi energetici. Dopo un rallentamento registrato a febbraio, legato alla crisi in Medio Oriente, le prenotazioni in vista delle festività pasquali e della stagione estiva sono tornate su livelli in linea con lo scorso anno. A confermarlo, interpellata da Corriere L’Economia, è Elisabetta Fabri, presidente di Confindustria Alberghi e presidente e Ad di Starhotels, che evidenzia come l’Italia continui a essere percepita come una destinazione sicura. La domanda internazionale resta solida, con flussi in crescita dagli Stati Uniti e segnali positivi anche dal mercato asiatico, nonostante il rialzo dei prezzi dei voli.

 

Resta centrale, secondo Fabri, la frammentazione strutturale dell’ospitalità italiana, ancora caratterizzata da una forte presenza di piccole realtà indipendenti. Secondo Fabri, per competere con i grandi gruppi internazionali è necessaria la presenza di operatori nazionali più strutturati: “Da diversi anni in Italia investono i più grandi player internazionali e la loro presenza spinge verso l’alto il modello di hotellerie”, afferma Fabri, “ma l’Italia dell’ospitalità deve decidere cosa vuol essere tra dieci anni: per mantenere italiana la proprietà di certe destinazioni serve una forte spinta aggregativa. Anche un club deal italiano potrebbe essere una soluzione per comprare le location più belle del nostro paese”.