Roma – Con l’approvazione definitiva della Legge di Bilancio, lo scorso 30 dicembre, è stata finalmente definita la tassazione a cui sottoporre i redditi derivanti da affitti brevi. Dallo scorso 1° gennaio, dunque, la cedolare secca (con cui viene applicata un’aliquota fissa al solo reddito da locazione che viene tassato separatamente da quello sulla persona fisica) potrà essere applicata solo a due appartamenti affittati per durate inferiori a 30 giorni. Sono state fissate un’aliquota del 21% per il primo appartamento e una del 26% sul secondo. Dal terzo appartamento in poi scatta l’obbligo di partita Iva per poter svolgere l’attività, obbligo che, fino al 2025, scattava a partire dal quinto appartamento affittato.
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